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IL BAMBINO, UN BAMBINO, IL MIO BAMBINO
Ogni bambino è "una promessa", poiché ha la potenzialità di realizzare qualunque sogno e qualsiasi possibilità. Il mistero "bambino" è molto più profondo di quanto la psicologia possa supporre. In questo numero del Pentagramma tenteremo di mostrare che cosa ha di particolare il periodo dell'infanzia. Infatti il bambino, ogni bambino, è un essere completamente differente dall'adulto, sebbene l'adulto abbia incominciato la sua vita come bambino.
L'universo, il nostro universo, è solo una parte di un universo più grande. Il numero dei sistemi stellari è incalcolabile e infinito, in uno spazio che è solo una piccola parte di un corpo incommensurabile. Soli, lune, pianeti e stelle formano un insieme coerente, coesistono in conformità assoluta con le leggi dell'universo.
Il pianeta Terra, in questo contesto, è solo un piccolo granello di sabbia in un deserto; ma un granello di sabbia che porta milioni di vite differenti. L'universo contiene tutti i principi vitali, tutto ciò che è grande si ritrova in ciò che è piccolo, anche nel nostro piccolo granello di sabbia: la Terra. Le misure e le dimensioni - grandi o piccole, vicine o lontane - sono determinate dai sensi di chi osserva, dal punto di osservazione e dalle esperienze che ne derivano.
Sino al secolo scorso il nostro pianeta era ancora sconosciuto in molte sue parti ed era considerato indicibilmente grande. Le esplorazioni erano avventure pericolose che portavano a scoperte sbalorditive. In generale l'unico mondo conosciuto era l'ambiente in cui si viveva. Per le donne, la famiglia rappresentava spesso l'unico ambito in cui potevano esercitare il loro ruolo. I legami familiari racchiudevano tutto il mondo. Principi tirannici e opprimenti costituivano spesso lo strumento per consolidare la particolare struttura della vita familiare. Essi garantivano la sicurezza e offrivano certe possibilità di vita sociale.
L'UMANITÀ VISTA COME UN CORPO UNICO
Al giorno d'oggi questo stesso mondo è diventato molto più piccolo. L'elettronica, la radio, la televisione e la rapidità dei trasporti hanno consentito agli abitanti della terra di prendere coscienza delle realtà del mondo che li circonda. Condizioni di vita ancora sconosciute, peculiari ad alcune culture e a certi paesi stranieri sono messi in evidenza quotidianamente. Differenze climatiche, comportamentali e religiose hanno creato ovunque norme diverse. Gli uomini non si sentono più appartenenti esclusivamente a un singolo gruppo, capiscono che ora l'umanità forma un tutto unico, un solo "corpo".
Vi sono due generi di esseri umani: gli uomini e le donne. Secondo la Bibbia, anche secondo il Corano, apparvero prima gli uomini, poi le donne. In alcuni scritti orientali, invece, troviamo prima "la Madre". Secondo l'interpretazione gnostica della Genesi, Dio creò un essere "maschio e femmina a sua immagine e somiglianza". La coscienza umana non può concepire questa rassomiglianza con Dio, poiché l'Essere cosmico universale, il Padre-Madre di tutte le cose, sfugge al potere sensoriale degli esseri umani. La sua grandezza sorpassa infinitamente la piccolezza umana.
Tuttavia, questa "grandezza" è nascosta nella "piccolezza", poiché il principio vitale è certamente a "somiglianza" del principio creatore originale. La parola somiglianza deve avere certamente più di un significato negli scritti sacri originali. Ciò che "somiglia a Dio" è il veicolo dell'uomo originale. Era un corpo creatore e realizzatore, dotato di forze inimmaginabili. Un principio vitale irradiante era unito alla creatura umana originale, e viveva in unione perfetta con lei.
IL CAMMINO DELLE ESPERIENZE
La seconda parte della creazione nella Bibbia è il mito del paradiso, che evoca un'immagine già differente da quella del primo, immagine di altri tempi e di altri luoghi. Non si tratta più dell'uomo creatore a immagine di Dio. Non si tratta più di un'unità, ma di una dualità, di un uomo che vuole apprendere e deve apprendere, e ha di fronte a sé miriadi di esperienze da fare. L'opprimente storia dell'uomo dell'Antico Testamento non mostra più l'originale e luminosa immagine della creazione. L'essere originale cosmico non ha più alcun rapporto con tutti quegli uomini e quelle donne sottoposti alla sofferenza, ai lutti e all'espiazione che caratterizzano la storia dell'umanità.
Il loro potere creatore non conferisce alcuna somiglianza con Dio. L'uomo può solo creare altri uomini, e qui vi è un nuovo mistero: l'uomo, separato da Dio e immerso nella dualità, genera dei bambini, fenomeno meraviglioso che lo fa partecipare all'epopea della creazione. Il bambino appare così come il suo bene più prezioso. Abramo deve sacrificare suo figlio come prova estrema di fedeltà verso il suo Dio, e Rachele piange amaramente perché non ha un figlio. Si trasferisce sul bambino l'attesa del perdono e del ritorno al paradiso, un avvenire di abbondanza e dignità. Si invecchia, si muore, ma il bambino rappresenta la continuazione della vita. Rachele vuole un figlio, non il figlio di una schiava, ma un figlio "suo".
IL RICORDO DI UN LUNGO VIAGGIO
Benché la vita prima della nascita sia attualmente ancora sconosciuta, molti bambini affermano di venire da "molto lontano". Essi hanno il ricordo di un "lunghissimo viaggio". Questi ricordi vaghi - tra il reale e il fantastico - sono tipici dei bambini. È notevole che dei piccoli di tre o quattro anni comunichino spesso con molta precisione queste cosiddette fantasticherie. Sembra pure che il bebè - dalla sua culla - comunichi direttamente con i propri genitori, i quali non sempre riescono a comprenderlo.
Chiunque osservi i bambini di oggi ha talvolta l'impressione che i pensieri e l'immaginazione di questi giovani esseri siano ancora impregnati di qualcosa di bello, di nuovo, di prezioso, di originale e, allo stesso tempo, da essi emana una maturità e una saggezza proprie di un vecchio. Infatti, tutti i bambini - anche quelli appena nati - mostrano di tanto di in tanto questa doppia caratteristica. In loro il marchio di un passato primordiale, il mistero della scintilla creatrice, è visibile come se ci fosse stata una grande pulizia; allo stesso tempo, essi custodiscono la traccia delle esperienze accumulate da tempo immemorabile.
LA NUOVA TESTIMONIANZA DELLA PROMESSA
L'atomo-scintilla originale e il microcosmo cominciano insieme una nuova serie di esperienze. Il piano di salvezza, la possibilità di ristabilire l'essere originale, è realizzabile dall'anima umana solo per una sua libera scelta. Quando nasce una personalità, l'anima è vivificata dal sistema microcosmico e dalla scintilla di luce originale, che sono in grado di creare possibilità completamente nuove, perciò il bambino è manifestazione e testimonianza della promessa.
La personalità, il terzo elemento di questo insieme, mostra però ben presto i suoi nuovi caratteri distintivi nel bambino. Un piccolo Cinese, Africano o Indiano porta l'abito ricevuto dal microcosmo legandosi al corpo. Sono riconoscibili i tratti particolari ereditati dal sangue della famiglia di appartenenza. Tutte queste correnti provenienti da differenti fonti si riuniscono e influenzano la vita del bambino. Pertanto lo schema di ogni vita umana è unico al mondo e non è mai esistito nel passato. L'essere umano è un essere unico in mezzo a miliardi e miliardi di esseri unici.
Il compimento della vita dipende da tutti questi fattori incisi nella matrice di questo nuovo essere, e determinano la sua fortuna o la sua sventura. Ad ogni modo, la meravigliosa creatura dell'origine "a somiglianza di Dio" è nascosta in ogni destino.
I DIRITTI DEL BAMBINO
Se consideriamo seriamente quanto detto, giungiamo alla conclusione che il bambino è un essere prezioso. Ciò è stato già sottolineato da molti. Sono stati stabiliti anche dei criteri internazionali: "I diritti del bambino". Tra questi vi è "il diritto alla dignità": alla manifestazione della propria personalità.
L'inizio del XX secolo è stato caratterizzato da sviluppi spirituali e da grandi speranze concernenti la vita sociale, una nuova architettura, una letteratura ispirata, dei progetti per l'istruzione e soprattutto una maggiore condivisione della spiritualità. L'Europa vedeva arrivare l'Età dell'oro. L'esperienza ha mostra che si trattava di un movimento ascendente dell'eterna rotazione della vita dell'umanità.
In questi anni di inizio secolo così pieni di ottimismo, tuttavia, il poeta Rabindranath Tagore (1846-1941) scriveva che l'educazione occidentale offerta nelle scuole indiane mancava completamente del vero amore. "L'educazione indiana è sotto l'influenza dell'Occidente dove questo amore è scomparso. L'educazione occidentale è orientata sugli interessi e sui vantaggi materiali, mentre l'aspetto spirituale è completamente dimenticato. Dovranno essere istituite delle scuole pubbliche adeguate alle realtà nazionali, prive di libri e di insegnamento scolastico, fatte per l'anima che aspira alla verità. Quest'istruzione non deve solamente comunicare delle conoscenze, ma anche vivificare l'anima".
SFORZI IMPIEGATI PER MANTENERE SVEGLIA L'ANIMA
Tagore incominciò con l'istituire delle "Scuole nella foresta" sul modello delle antiche scuole di saggezza indiane, perdute nel silenzio e nelle profondità della foresta. Nel 1914, la sua scuola vicino a Calcutta riuniva già alcune centinaia di giovani. Il poeta indonesiano Noto Sïroto seguì quest'esperienza in cui ci si sforzava di mantenere sveglia l'anima del bambino, e di non lasciarla perire per mancanza di nutrimento.
Anche in Europa questi stessi impulsi di rinnovamento e di perfezionamento si sono fatti sentire: rinnovamento delle metodiche didattiche e attenzione nei riguardi dell'individuo, della natura e della psicologia del bambino. Quest'ultimo non è più considerato come un piccolo adulto, ma come un essere a sé, di un genere particolare. Queste nuove idee hanno, però, prodotto reazioni esagerate che hanno condotto a una sottocultura di un altro tipo.
Questo numero tematico non vuole certo aggiungere altre idee a quelle già esistenti, antiche o moderne, secondo cui i genitori sono responsabili dello sviluppo del loro figlio che, divenuto adulto, determinerà l'immagine della società.
Un'anima indiana o un'anima cinese differiscono per l'eredità millenaria della loro razza e della loro cultura. Ciò che può manifestarsi, però, in un bambino, un giovane essere primordiale perfettamente puro e bello, non dipende dal tempo e dal luogo. Egli chiede solo di poter godere delle condizioni necessarie per potersi esprimere qui e ora.
Chiunque riconosca e comprenda questo bisogno d'espressione, prende su di sé la responsabilità verso tutti i bambini della terra.
In questo numero del pentagramma svilupperemo il tema dell'origine e della nascita dell'essere umano. Il bambino ne è la base. Ogni nuova vita umana ha la possibilità di ricevere e di seguire gli impulsi del principio divino del cuore; nell'uomo biologico può allora risuscitare l'uomo vivificato dallo Spirito divino. A questo proposito Jan van Rijckenborg dice ne La Gnosi cinese:
Il figlio di Dio possiede un vaso pieno, la rosa a sette petali, il calice a forma di giglio a sette petali, la coppa del Graal del cuore. Il figlio di Dio è quindi figlio di Dio poiché possiede questa santa coppa. Essa rappresenta il Regno di Dio in noi. L'atomo originale contiene un universo. In essa è rinchiuso l'universo intero [...] Voi provenite da un microcosmo che racchiude l'essere divino. Non dite: "io sono un figlio di Dio" ponendo l'accento sull'io. Voi gli siete solamente molto vicino. Il figlio di Dio è con voi nel medesimo microcosmo. "L'Altro in voi" era prima di voi. È con voi e sarà ancora dopo di voi.
La contemplazione del mondo, la cui coesione è immutabile, farà concludere al pensatore razionale che esiste un legame eterno e indefettibile con la divinità, la quale mantiene tutto il sistema. Nel mondo è visibile, oltre al caduco e al mutevole, anche l'immutabile nel mutevole. L'uomo può riconoscerlo, ma per far ciò è necessario che possieda qualcosa capace di percepirlo. Questo qualcosa è la luce interiore o Anima-spirito; agisce come la luce esterna che rende visibile tutto.
L'Anima-spirito in quanto luce è sconosciuta all'uomo non ancora nato da Dio, cioè all'uomo che vede le cose con il proprio spirito e con lo spirito della natura, ma non per mezzo dello Spirito Santo.
Se comincia a vedere Dio nel suo spirito, allora comprende che Dio è al di fuori dello spazio, del tempo, dei luoghi e del movimento; tuttavia, qualcosa in Dio è in movimento e governa questo spazio, questo tempo, questi luoghi e l'universo. Questo "qualcosa" è il verbo, la saggezza e la gloria di Dio; essa non è solo un'idea ma qualcosa di fisico, che permette al divino e all'umano nella sua forma più pura, all'extra-sensoriale e al sensoriale, allo spirituale e al materiale di esercitare un'influenza sulla ricettività umana riguardo al divino; sul potere dell'uomo esteriore di elevarsi sino all'extra-sensoriale; sul potere di sublimare ciò che è materiale in spirituale.
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