PENTAGRAMMA n° 2 ANNO 2001

 

Il corpo, strumento dell’anima

 

I modi in cui la medicina moderna e l’Insegnamento universale gnostico considerano il corpo umano sono contraddittori. Inoltre, il loro approccio così diverso farebbe pensare talvolta che non si tratti dello stesso corpo, sebbene tali concezioni siano parallele sotto alcuni aspetti.

 

Tutti gli esperti moderni, per esempio, sottolineano l’importanza del movimento e dell’esercizio per mantenere il corpo. Nell’insegnamento esoterico dei Versi d’Oro - attribuiti a Pitagora - troviamo lo stesso concetto, valido anche a proposito di un adeguato nutrimento. Il saggio di Samo, infatti, raccomanda di non privare il corpo del nutrimento, delle bevande e del movimento necessari. Appena si tratta di curare un semplice raffreddore, però, gli animi si infiammano. Su un argomento fondamentale come la prevenzione delle malattie infantili gravi, le opinioni possono risultare diametralmente opposte.

La stampa ordinaria e la stampa scientifica di questi ultimi anni hanno considerato stravaganti tutte le tesi sull’omeopatia, sulle medicine alternative e sull’istinto-terapia. Le riviste che trattano di medicina globale e parallela, invece, esprimono delle opinioni taglienti contro i trattamenti allopatici. Queste diverse teorie sono imperfette, benché abbiano tutte un certo valore. Non si può curare una frattura complessa semplicemente con delle piante. Invece, una terapia con i fiori può dare risultati apprezzabili nei casi di allergie persistenti, per le quali non sembrano esserci trattamenti allopatici efficaci.


Assenza di differenze fondamentali

C’è una malattia fondamentale - che si goda di buona salute, o meno - per la quale non esiste alcun rimedio, infatti “il corpo è composto di elementi soggetti al deperimento, ed è ineluttabilmente votato alla morte”.

Le diverse terapie danno l’impressione di contraddirsi e di combattersi, ma essenzialmente non c’è alcuna differenza fra loro. Tentano tutte di alleviare il dolore, e i loro adepti cercano - in base ai sintomi reali o immaginari - di mantenere il corpo intatto il più a lungo possibile.

Jan van Rijckenborgh - autore gnostico trasfiguristico - nel quarto volume de “La Gnosi originale egiziana e il suo appello nell’eterno presente”*, risponde affermativamente con gioia alla domanda: «Possono esistere dei corpi che non siano composti?». Ermete Trismegisto parla del corpo che nasce dall’Anima-Spirito, che nasce dalla Sophia, dall’unione dell’Anima e dello Spirito. Questo è il fondamento di un terzo approccio, la cui visione non si limita alla forma materiale. La scienza, invece, considera l’essere umano soltanto il prodotto dell’incontro di uno spermatozoo e di un ovulo, una forma sempre mutevole, in cui quanto è innato e quanto si acquisisce creano delle sfumature. Il risultato è un essere che agisce, pensa e possiede una certa coscienza.


La vera natura dell’uomo è quindi sconosciuta?

La visione olistica mette in evidenza tesi come quella della reincarnazione e, legati a essa, anche certi processi del corpo astrale, del veicolo eterico e della coscienza. Ma le due scuole di pensiero citate precedentemente (medicina allopatica e medicina parallela) sono in ciò fondamentalmente simili. Infatti, qualunque sia il loro approccio o il modo di effettuare dotte analisi, i ricercatori scientifici dei due campi non si occupano affatto del principio immortale posto nell’essere umano.

Il terzo approccio segue, invece, un punto di vista completamente diverso. Per esso, il corpo fisico non è fine a se stesso, ma è lo strumento, la forma - dipendente dalle circostanze e sempre mutevole - di un insieme sublime, vivente, fiammeggiante e composto da tre parti. Il corpo fisico è paragonabile al lato di un triangolo, gli altri due lati del quale rappresentano l’Anima e lo Spirito. Quando i tre lati formano un triangolo equilatero, il corpo è diventato un canale perfetto, lo strumento infallibile della Vita originale.

Attualmente, la funzione dell’anima qui descritta viene presa in considerazione molto raramente. L’unione diretta dell’uomo e dello Spirito è un’illusione per quasi tutta l’umanità in quest’era materialista. Il corpo fisico resta, quindi, una struttura ben diversa da quella originale, aerea e trasparente, rappresentata dalla combinazione del corpo eterico e del corpo fisico. Per questo motivo abbiamo scelto come tema: “Il corpo, strumento dell’anima”. Un essere in cui il corpo, l’Anima e lo Spirito formino un triangolo equilatero, e che viva nel perfetto equilibrio dell’Anima e dello Spirito, è estremamente raro ai nostri giorni. La coscienza ordinaria non riesce nemmeno a concepirlo. Infatti il corpo dell’uomo d’oggi è soggetto a leggi diverse da quelle della Vita originale.

Il lettore che ha il coraggio di leggere queste righe con attenzione, arriverà alla seguente spaventosa conclusione: il corpo è unicamente al servizio di se stesso e l’uomo sembra solo una macchina che fabbrica all’infinito materiale genetico. Ma questa “macchina” - attraverso le sue attività e le sue esperienze - sviluppa una coscienza, una sensibilità naturale che, in un certo senso, la rende aperta anche a delle influenze sottili. Questa coscienza dispone di un organo di comando, il cervello, mediante il quale l’uomo cerca di comprendere le cause e gli effetti. È la funzione cerebrale che fa dell’essere umano un “pensatore”. Tuttavia, ben prima di seguire questo sviluppo, il pensiero era un’attività che emanava dalla collaborazione dell’Anima e dello Spirito.


L’origine immortale

Il materialista dà all’Anima e allo Spirito un senso ben diverso da quello che hanno per l’Insegnamento universale. La scienza tradizionale ha ragione nel dire che non c’è un’anima autonoma. Quando il corpo scompare, l’anima naturale comincia a dissolversi e il fuoco della coscienza, dietro l’osso frontale, finisce per spegnersi. Da questo punto di vista è impossibile considerare il corpo fisico come uno strumento della Vita originale, perché allora la sua caratteristica principale sarebbe l’immortalità! La scienza, però, ha anche torto nel non ammettere che il corpo rappresenta certamente una possibilità. Esso non corrisponde ad alcun criterio d’immortalità, eppure certi organi sono ancora collegati logicamente alla funzione di strumenti della Vita originale. In effetti, in un processo di trasformazione, essi possono cambiare fino a poter - più o meno - servire al ritorno alla Vita originale. Il corpo, l’anima e il mentale naturali terrestri sono incapaci di entrare nel campo di Vita sublime e sereno della triplice Unità originale dello Spirito, dell’Anima e del Corpo; essi costituiscono, tuttavia, una possibilità di ritorno a questa Unità: ecco ciò che l’uomo racchiude in sé! Anche se il corpo non è cosciente del suo compito nel piano originale, esso rappresenta comunque un’immensa possibilità di entrare nella spirale della vera evoluzione spirituale.

Questa opportunità risiede realmente nella dualità dell’esistenza umana. Jan van Rijckenborgh dice a questo proposito: «La coscienza di questa realtà deve provenire dall’attività della radiazione emessa dal microcosmo, che afferra e penetra l’insieme dei veicoli.»


Una scintilla mostra il fine

 La coscienza di questo sviluppo proviene dalla radiazione della monade, che attraversa continuamente l’uomo cristallizzato e lo spinge a cercare il cammino di ritorno all’origine. La sensibilità a questa scintilla di luce costituisce la differenza fra un corpo votato alla morte e un corpo sul cammino della rinascita. Durante il viaggio di ritorno alla Vita originale, come descritto nei diversi articoli di questo numero del Pentagramma, il corpo è condotto a ricoprire progressivamente un nuovo ruolo estremamente importante:

- primo, come portatore di un atomo-scintilla di Spirito;

- secondo, all’inizio del cammino, come ricettacolo protettore del nuovo e delicato principio dell’Anima in crescita;

- terzo, come punto di contatto dei diversi elementi dell’Anima nuova che manifestano la loro attività;

- quarto, come strumento cooperante al lavoro che, attraverso i secoli, fu guidato - e lo è ancora - dai messaggeri e dai servitori dell’umanità.

Appaiono così, ancora una volta, il valore e la verità del “quadrato di costruzione” come base del rinnovamento completo della vita umana, di una nuova fase dell’evoluzione in cui il nuovo corpo mentale e il corpo eterico dell’Anima cosciente irradieranno il microcosmo di una luce magnifica, come un pentagramma d’oro.

In questo numero cerchiamo di dare una descrizione completa degli organi e delle strutture che possono avere un ruolo nella crescita spirituale dell’essere umano. Impresa difficile in uno spazio così limitato! Speriamo di essere riusciti a mostrare, almeno in parte, la grande importanza del corpo come base del processo di rigenerazione totale.

 La Redazione

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