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PENTAGRAMMA n° 1 anno 2001 |
Mani, un messaggero che scosse il
mondo
«Sono
giunto dal paese di Babele perché un grido risuoni nel mondo.» Così uno
scrittore libanese, Amin Maaluf, riporta l’appello e il messaggio di Mani in
Giardini di luce*.
Mani ha fatto risuonare questo grido per sessant’anni, durante una lunga
peregrinazione attraverso molte regioni, per portare a tutta l’umanità
l’appello e il messaggio provenienti dai dominii della Luce.
Questo numero del pentagramma è dedicato a Mani - uomo molto particolare - e
al suo insegnamento. Egli fu un inviato del Regno della Luce, un uomo
speciale, come ve ne furono molti prima di lui e come ancora molti altri
seguiranno, finché l’uomo - completamente cieco rispetto al Regno della
Luce - continuerà a girare a vuoto nel mondo delle forze opposte. Nonostante
l’estrema cura posta per cancellare minuziosamente dalla storia l’appello
e l’insegnamento di Mani, e perfino la sua stessa esistenza, ai giorni
nostri si sta risvegliando un rinnovato interesse per la sua persona e la sua
dottrina. Ciò non sorprende affatto, poiché è giunto il momento in cui la
Verità universale può risorgere dalle tenebre della menzogna e dell’errore
per parlare al cuore di molti.
Grazie alle ricerche degli studiosi delle religioni,
l’opera di Mani compare in numerosi scritti della nostra epoca. In questi
ultimi anni, la scoperta di testi manichei originali mette in risalto la
figura di Mani, la sua Fraternità, la sua Chiesa e il suo insegnamento. Fino
a poco tempo fa si conoscevano soltanto gli scritti degli avversari e i feroci
commenti scaturiti, senza sosta, dalle loro penne nei milleduecento anni che
durò la Chiesa manichea.
Mani fu uno dei grandi messaggeri della Luce, della
Gnosi, e trova il suo posto accanto a Gesù, a Buddha, a Zoroastro e a Ermete
Trismegisto; con la sola differenza di aver redatto un gran numero di scritti,
di cui solo alcuni sono sopravvissuti alla furia distruttrice dei suoi
avversari. Questi testi testimoniano chiaramente che il suo insegnamento si
basava sul pensiero gnostico dell’origine.
Mani è definito da alcuni studiosi “l’ultimo
grande gnostico di quest’era” poiché unì saldamente i suoi allievi alla
Gnosi. Egli parlava chiaramente dell’esistenza di due ordini di natura: il
Regno della Luce - in cui il microcosmo partecipa ancora allo Spirito e al
campo spirituale della natura divina - e il regno delle Tenebre, in cui una
parte dell’umanità originale cadde, si inabissò e ora è tenuta
prigioniera. Mani parlava anche della scintilla di Luce unita alla materia -
all’essere mortale che vive nel mondo materiale - di cui è prigioniera.
Egli considerava, quindi, due principi: Dio e la materia, la Luce e le
Tenebre, la Verità e la menzogna. L’appello di Mani è chiaro e penetrante:
la scintilla di Luce deve ritornare nel regno della Luce che ha abbandonato, e
l’uomo terrestre deve consacrarsi a questo compito, affinché l’Uomo
originale rinato ritorni nel
Regno della Luce.
È stato rimproverato a Mani il suo insegnamento
dualista. Tuttavia, la sua dottrina dei due princìpi concerne una dualità
differente da quella generalmente ammessa, e ha un profondo significato.
Tentiamo di darne un’immagine. Il mondo delle forze contrarie, la natura
dialettica, si separò un tempo dalla natura divina. Sebbene non faccia più
parte della Sorgente originale, la dialettica non può esistere senza di essa;
è diventata un’ombra del mondo originale della Luce, il mondo dello
Spirito. Anche l’uomo dialettico è un’ombra, un’immagine,
dell’Uomo-Spirito originale.
Come tutti gli inviati, Mani fu consapevole fin da
giovanissimo della sua particolare missione. A dodici anni, essa gli fu
confermata da una profonda rivelazione interiore che gli indicò chiaramente
il suo compito, studiò allora tutte le religioni e le filosofie. A
ventiquattro anni, ebbe una seconda rivelazione tramite “l’Altro” in
lui, che egli chiamava gemello o compagno. L’Anima-Spirito, attiva nel suo
microcosmo, gli fece da guida nel corso del suo lungo viaggio.
L’Anima-Spirito e lo Spirito Santo si erano uniti in lui: da quel momento,
Mani ebbe la consapevolezza di essere un Apostolo della Luce, un inviato. In
greco, la parola “apostolo” significa inviato o messaggero; l’Apostolo
della Luce è chiamato per trasmettere agli uomini il messaggio di Dio, del
regno della Luce, dello Spirito.
Mani - dopo aver studiato tutte le religioni, sia le
più antiche sia quelle del suo tempo - aveva scoperto che la verità vi era
presente solo in parte. Neppure i Vangeli cristiani erano, a suo parere,
autentici: ormai molta gramigna era mischiata all’erba buona. Per la stessa
ragione respingeva il Vecchio Testamento, in quanto frammisto in modo erroneo
e ingannevole al puro cristianesimo originale e al messaggio di Gesù. Mani
aveva la missione di riportare alla luce quanto restava della Verità
universale nelle grandi religioni, dopo aver strappato le erbacce; pensava che
stesse iniziando un periodo in cui l’Appello sarebbe risuonato in modo
nuovo, esente da qualsiasi deviazione.
L’appello di Mani, il suo insegnamento e anche la
sua persona scossero il mondo.
Egli discendeva da una famiglia di principi, ma era,
soprattutto, un portatore di Luce che riuniva in sé facoltà umane e divine:
inviato della Luce, gran maestro della Gnosi, chirurgo e - sotto molti aspetti
- medico, pittore e scrittore di talento.
Fu un uomo dalle doti incredibilmente varie, ebbe molti amici e discepoli, ma
dovette scontrarsi con una feroce ostilità. Infatti, il suo appello e il suo
insegnamento mettevano in discussione le aberranti dottrine della sua epoca.
Coloro che volevano consolidare e conservare le vecchie religioni - ormai
destinate a morire - per mantenere il loro controllo sugli uomini, gli si
rivoltarono contro. Mani, oratore dotato di un grande carisma e di talento,
proclamava con forza che s’intravedeva a malapena la Verità alterata e
incompleta nelle religioni in vigore, che esse avevano perso ogni purezza e
che, infine, una mezza verità è solo una menzogna. Perciò, era necessario
che l’umanità fosse di nuovo unita alla pura e completa Verità.
L’insegnamento di Mani - per alcuni - è una
raccolta di elementi presi da altre dottrine, ma sarebbe più corretto dire
che egli raccolse le briciole di Verità esistenti per metterle in piena luce!
Gli si rimproverava anche di aver basato il suo insegnamento su personali
rivelazioni interiori. Tuttavia, non accade sempre così per i messaggeri e
gli inviati di qualsiasi epoca? Gesù non proclamava che il suo insegnamento
proveniva dal Padre? Ed Ermete non conobbe la verità universale grazie a una
visione?
Mani iniziava le lettere alle comunità con la formula
“Mani, apostolo di Gesù Cristo”.
Si considerava un autentico apostolo di Cristo e soprattutto dello Spirito
Santo, di cui Gesù aveva detto «Vi
invierò il Consolatore, il Paracleto». Mani fondò una religione
mondiale seguita e diffusa dall’oceano Atlantico al Pacifico, per oltre 1000
anni; essa abbracciò Spagna, Cina, Egitto e quasi tutto il mondo arabo.
Sino a poco tempo fa non si sapeva quasi nulla di
questo possente sviluppo a causa degli ostinati e continui tentativi con cui,
come già accennavamo, le parti avverse si adoprarono per far cadere
nell’oblio il messaggio della Luce, sradicarlo e distruggerlo.
Nell’epilogo de Giardini di luce,
Amin Maaluf riporta questo dramma in modo toccante:
Dei
suoi libri, oggetti d’arte e fervore, della sua fede generosa, della sua
appassionata ricerca, del suo messaggio di armonia fra gli uomini, la natura e
la divinità non resta più nulla. Della sua religione della bellezza, della
sua sottile religione del chiaroscuro abbiamo conservato soltanto le parole
“manicheo” (maniaco) e “manicheismo”, diventate insulti sulle nostre
labbra. Gli inquisitori di Roma e della Persia si sono alleati per sfigurare
Mani, per estinguerlo. In cosa era tanto pericoloso da doverlo perseguitare
perfino nella nostra memoria?
«Sono
giunto dal paese di Babele» diceva «per far risuonare un grido attraverso il
mondo.»
Per
mille anni il suo grido fu ascoltato. In Egitto lo si chiamò “l’apostolo
di Gesù”, in Cina lo soprannominarono “il Budda di Luce”; la sua
speranza fioriva sulle sponde dei tre oceani. Ma ben presto si cambiò in odio
e accanimento. I principi di questo mondo lo maledirono, per loro divenne
“il demone bugiardo”, “il recipiente ricolmo di Male” e, nella loro
derisione rabbiosa, “il maniaco”; la sua voce era “un perfido
incantesimo”; il suo messaggio “l’ignobile superstizione” e “la
pestilenziale eresia”.
Poi i roghi fecero il resto, consumando in uno stesso tenebroso fuoco i suoi
scritti, le sue icone, i migliori discepoli e quelle donne altere che
rifiutarono di sputare sul suo nome.
Caro lettore, siamo ormai nel duemila. Durante questi
ultimi due millenni molti messaggeri, coi loro discepoli, sono stati
sterminati. Nessun’altra religione, però, è stata così ferocemente e
crudelmente perseguitata quanto quella di Mani. I martiri furono innumerevoli,
la storia della Gnosi lo dimostra. Menzogna e oblio millenario sono,
purtroppo, quanto rimane del resto.
Noi vogliamo porre Mani in piena Luce, la Luce della
Gnosi, poiché è giunto il tempo in cui molti cercano la Luce nella propria
anima e il cammino del ritorno al regno della Luce. Ciò farà, infine,
sprofondare negli abissi il regno delle tenebre.
Il “grido” unico e possente risuonerà sempre!
La
Redazione