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| Insegnamento | 06.09.2008 |
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“Cosa posso fare per vivere secondo la mia vera natura? Secondo la mia vera identità?”. Questa è la domanda più importante che un essere umano può rivolgere a se stesso e questa vera identità è l’elemento eterno nell’uomo, di cui egli solitamente non è cosciente, ma che tuttavia preme per divenirlo e per realizzarsi.
“L’immagine a somiglianza di Dio” non è ancora manifestata. L’essere umano possiede anche una pseudoidentità, formata dai suoi desideri, interessi e compromessi egocentrici e la domanda concernente la vera natura della vita non sonda come realizzare tale pseudoidentità. La domanda concernente la vera natura della vita chiede che la vita corrisponda realmente alla natura dell’uomo, alle sue più reali possibilità, al suo vero Sé. Condizione preliminare per avvicinarsi a tale principio è il riconoscimento dell’impossibilità di realizzarlo attraverso la felicità materiale, ideale o sentimentale, o differendo il momento di tale realizzazione dopo la morte, o ancora attraverso i rapporti con l’aldilà, i cosiddetti “domini superiori”.La calma interiore è il terreno essenziale attraverso il quale il vero Sé germoglia. Non si tratta qui di una tranquillità ostentata, di un ritiro nella propria interiorità abbandonando il mondo a se stesso, bensì di un’osservazione quieta e neutrale, senza schierarsi a favore o contro; una “attesa concentrata”, necessaria per ascoltare e assecondare gli impulsi che provengono dall’essere interiore. Esiste una vita in consonanza con il vero Essere dell’uomo e consiste nello sviluppo delle sue inclinazioni spirituali più intime e profonde. “Spirituale” non è una facoltà intellettuale, non sono “spirituali” le forme e le fantasmagorie del nostro pensiero né gli slanci del misticismo. Quando parliamo di “spirituale” ci riferiamo a “linee di forza” creative e indistruttibili, portatrici di informazioni, forza, coscienza e che rappresentano la causa ultima di tutto ciò che è. L’essenza più intima dell’essere umano è una tale “linea di forza creativa”, ma questa reale essenza è attualmente latente. Attraverso di essa ogni uomo è potenzialmente unito interiormente alle strutture analoghe degli altri esseri umani e al mondo divino. Il mondo in cui viviamo è un mondo che non rispecchia in modo puro le linee di forza dello Spirito, anzi è in contrasto con esso. Come è possibile? Questo accade perché le linee di forza creative dello Spirito generano “creature”, “onde di vita” e data la libertà creativa a loro concordata possono “staccarsi” dalla loro origine e percorrere vie diverse. L’onda di vita umana è una di queste. Una parte di essa si evolve in armonia, mentre un’altra parte si è staccata dall’origine. Quest’ultima è la nostra umanità. Ma nonostante tutto una linea di forza spirituale creativa sta alla base di ogni essere umano, nonché di ogni animale e di ogni pianta. Nella Scuola della Rosacroce d’Oro l’essere umano è inteso come “microcosmo”. Un microcosmo umano perfetto è un essere spirituale che vive in armonia con il suo luogo d’origine, il mondo dello Spirito, che è cosciente delle sue linee di forza e le sviluppa. Il suo corpo, la sua personalità, è pura espressione dello Spirito, come anche la sua essenza vitale sottile, l’anima. Non è sottoposto alle leggi karmiche e non conosce morte. L’attuale umanità vive in un rapporto perturbato tra spirito e materia e contribuisce a mantenere in essere tale perturbazione. Le forze creative dello spirito sono rese così inoperose e risultano essere presenti nel micocosmo allo stato latente e inconscio. E’ come se il seme di una pianta che racchiude l’informazione creativa, fosse impedito nella crescita e finisse per produrre soltanto una caricatura. Il mondo originale spirituale opera tuttavia per eliminare questa perturbazione. Nel micrcosmo questa tendenza si manifesta come nostalgia dell’anima, che aspira a tornare a vivere dello Spirito, ad abbandonare il proprio egocentrismo. Per quanto grandi possano essere l’egocentricità, l’inerzia della materia che ne deriva e la distorsione dell’immagine spirituale, alla fine le linee di forza dello Spirito dovranno svilupparsi e lo faranno. Verbo, Vita e Luce divini saranno sperimentati dall’essere umano e diventeranno pienamente attivi in lui. Questa tendenza all’elevazione spirituale e alla rinuncia all’io è rafforzata nell’universo da tutti gli esseri che vivono già, o hanno iniziato a vivere, del giusto rapporto tra spirito, anima e corpo. Il rapporto deve ora capovolgersi: il seme spirituale nell’essere umano deve ora svilupparsi e l’anima purificarsi dal proprio egocentrismo, in modo da edificare una personalità che dia nuovamente la possibilità alle linee di forza dello spirito di esprimersi liberamente. Allora l’uomo sarà in armonia con se stesso e con la sua più intima natura. Questo processo si chiama “trasfigurazione”.
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Condizione preliminare per avvicinarsi a tale principio è il riconoscimento dell’impossibilità di realizzarlo attraverso la felicità materiale, ideale o sentimentale, o differendo il momento di tale realizzazione dopo la morte, o ancora attraverso i rapporti con l’aldilà, i cosiddetti “domini superiori”.