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Cantiere della Gioventù 06.09.2008 PDF Stampa
CENNI STORICI

Grazie al marito della Signora Catharose De Petri, il Signor Stock, la Scuola Spirituale ha potuto costruire un lavoro dedicato espressamente ai bambini e ai ragazzi già a partire dagli anni 40.

E’ il luglio del 1951 quando in Olanda ha luogo la prima conferenza estiva per la Gioventù, il posto scelto per questo primo passo è proprio il punto in cui Jan van Rijckenborgh tenne le prime conferenze per allievi in una grande tenda allestita a tale scopo. ( Doornspijk, non molto lontano da Amsterdam )

Nel luogo esatto in cui furono lette le prime allocuzioni ora sorge un roseto con al centro una fontana circondata da una stella a sette punte.

La zona è immersa nel verde con alcuni tratti di deserto e ogni anno si svolgono attività che vedono arrivare bambini e ragazzi da tutta l’Europa e da tutto il mondo.

Il nome di questo centro di conferenze è Noverosa.

LO SCOPO DEL CANTIERE DELLA GIOVENTU’

Il Cantiere della Gioventù si propone di mantenere aperta una porta sul cammino spirituale per i figli degli allievi, dei sostenitori o di famiglie esterne simpatizzanti.

Esso tenta di trasmettere ai bambini una visione oggettiva del mondo e dell’umanità, offrendo un’atmosfera consona ai bisogni più profondi della loro anima.

I bambini possono così sviluppare autonomamente dei criteri interiori, per riconoscere ciò che si armonizza con il loro essere profondo e quali fattori, interiori ed esteriori, adombrano e ostacolano questo vero essere.

Naturalmente i bambini che partecipano al Cantiere della Gioventù non partecipano ancora a un cammino spirituale.

Quest’ultimo presuppone infatti un’autonomia di coscienza e una ragione matura, per cui un giovane può chiedere di diventare allievo a partire dai diciotto anni, dopo aver seguito un corso d’introduzione all’insegnamento. Ogni bambino deve innanzitutto costruire e sviluppare la sua personalità, formarsi e confrontarsi con l’ambiente più o meno vasto che lo circonda, per trovare la propria identità in quanto personalità di questo mondo. Ha però anche il compito di collocare questa identità all’interno di un quadro di riferimento più completo, di un’immagine del mondo più ampia e di un’identità più grande, quella del vero Sé.

Il Cantiere della Gioventù crea per i bambini le condizioni propizie a questa realizzazione. I bambini possono decidere di impegnare in un primo momento- o per sempre- tutte le loro forze nello sviluppo della loro personalità naturale; ma possono anche- e il Cantiere della Gioventù offre loro il terreno adatto – sviluppare le qualità profonde della loro anima e divenire coscienti, affinché un giorno, ormai adulti, possano intraprendere su questa base il cammino spirituale.

Tutto questo a partire dalla libera scelta e nel rispetto di quel piccolo individuo che è il bambino.

COME E’ ORGANIZZATO

Come il Lectorium Rosicrucianum, anche il Cantiere della Gioventù è costituito a livello regionale, nazionale e internazionale.

Ogni organizzazione necessita di un gruppo che prepari, realizzi e sostenga lo specifico lavoro di cui si è preso cura e il Cantiere della Gioventù segue ovviamente questo metodo. Sono gli allievi stessi, a seconda della loro disposizione, che pianificano le attività e le attuano.

Ai bambini non viene proposto un insegnamento sotto forma di lezioni. Viene loro presentato per esempio un racconto o una fiaba che riprende i punti fondamentali dell’Insegnamento Universale. Dato che c’è molta differenza tra un bambino di sei anni e uno di dodici, i temi sono adattati a seconda dell’età e in questo senso sono stati creati quattro gruppi che comprendono certe fasce di età.

Il primo gruppo va dai sei ai nove anni, il secondo dai nove ai dodici, il terzo dai dodici ai quindici, il quarto dai quindici ai diciotto.

Un bambino può entrare a far parte del Cantiere della Gioventù dopo che i suoi genitori- o i suoi responsabili legali- hanno effettuato la sua iscrizione.

Se i genitori - o un genitore- di un giovane non sono allievi della Scuola Spirituale, viene loro richiesta un’autorizzazione scritta.

La struttura delle attività è plasmata su quella che è la struttura dell’essere umano i cui centri principali sono la testa, il cuore e le mani.

Rispettando questi punti abbiamo dunque incontri, momenti di discussione, giochi e attività manuali. Nella misura in cui il bambino cresce anche le attività si differenziano: alla fiaba si sostituirà un testo con un orientamento filosofico che comprende anche aspetti profondamente pratici; al gioco subentrerà un’attività sportiva e così via.

Questi momenti permettono ai giovani di sperimentare, proprio attraverso il gioco o il colloquio, l’apertura verso gli altri, la creatività, la gioia e l’armonia.

Ogni bambino è una personalità con i propri diritti, un microcosmo con il suo karma specifico e una scintilla di Spirito più o meno desta. Egli deve poter sviluppare autonomamente e liberamente, secondo il proprio ritmo, le sue qualità e vivere le sue difficoltà. Per fare questo ha bisogno di aiuto, e lo può accettare se viene dato nel rispetto delle sue caratteristiche, con amore e comprensione. In questo modo, fin dalla più tenera età egli potrà imparare ad andare spontaneamente verso gli altri con amore e rispetto.
 
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