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| La Gnosi Universale - falsa Gnosi vera Gnosi | 21.10.2008 |
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Leggendo un testo sulla gnosi (parola che nel suo senso letterale significa conoscenza) o sentendone parlare, noi associamo generalmente questo concetto a quello di “conoscenza recondita” e designiamo con la parola “gnostico” tutto ciò che è misterioso e di conseguenza nascosto alla natura umana ordinaria.All’origine, la Gnosi era la sintesi della saggezza primordiale, la somma di ogni conoscenza, e orientava direttamente verso la vita originale divina. Questa si manifestava in una corrente di vita umana non terrestre, veramente divina. Gli ierofanti della Gnosi erano – e sono ancora – gli inviati del Regno immutabile che apportavano la saggezza divina a un’umanità smarrita e mostravano l’unico cammino ai figli perduti che volevano ritornare alla patria originale. La Gnosi, così come l’apportarono gli ierofanti messaggeri, non è mai stata scritta. Essa fu trasmessa solo per via orale, da maestro ad allievo. Nessuno deve tuttavia supporre che una tale trasmissione della Gnosi veniva adattata punto per punto: era rivelato solamente ciò che poteva essere considerato utile e necessario al candidato. Si può pertanto affermare con certezza che nella vita dialettica nessuno ha mai rivelato la Gnosi nella sua totalità. Chi pretende di sapere non sa, e chi ha incontrato la Gnosi non parla. E’ questa una legge dei misteri universali, legge divenuta rigorosa da quando si è imposta la necessità di un ordine naturale dialettico. Per il suo egocentrismo e a causa della separazione della sua coscienza dallo Spirito, l’uomo dialettico manifesta una tendenza caratteristica a utilizzare tutto ciò che può afferrare e assimilare, a qualsiasi livello, per il rafforzamento del proprio stato. Di conseguenza, rivelare la Gnosi a simili entità non contribuirebbe affatto alla loro salvezza, ma causerebbe la loro perdizione definitiva. Non si può quindi mai consegnare la Gnosi nella sua pienezza; non si può mai trasmetterla oralmente nella sua integrità; numerosi, infatti, sono coloro che si prodigherebbero per ridurla a un’interpretazione intellettuale, e potrebbero così causare danno a se stessi e agli altri. Possiamo quindi comprendere che la rivelazione della Gnosi è un processo il cui sviluppo è legato al progredire dell’allievo sul cammino. Qui la legge dialettica “prima sapere, poi agire” si può applicare solo molto limitatamente. Per poter possedere la Gnosi, per essere degno di avvicinare la Sposa celeste, l’allievo deve prima agire. Un tale “agire” è allora, ad ogni passo, un atto responsabile e intelligente. Quest’atto intelligente è esaminato con cura. Gli ierofanti non possono mai essere ingannati. Un atto, pseudointelligente è una pura speculazione, con la quale l’io, rannicchiato in un cantuccio, si tiene in agguato; una contraffazione non è che posa e attitudine teatrale, ed è sempre smascherata. Come può un uomo, perduto nell’oscurità e nella notte, arrivare a quest’atto intelligente che dà accesso alla Gnosi? E’ per aiutarlo che gli ierofanti sono venuti in mezzo a noi. Benché la Gnosi non sia rivelata, si parla e si scrive sul suo conto. “Dio ha tanto amato il mondo che ha inviato il suo unico Figlio, affinché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna”. Questo Figlio della luce è, si tratta ora di sapere se voi ne percepite qualcosa. Percepire qualcosa di Lui significa essere toccati da Lui. Essere toccati da Lui significa avere la possibilità di compiere l’atto intelligente. Questo è credere! Credere non significa mai aderire a un sistema. Gli ierofanti della Gnosi vi parlano, per esempio, del deserto del Gobi e della vita meravigliosa a Shamballa. Vi precipitate forse allora in una biblioteca per saperne di più sul Gobi e su Shamballa? Per essere perfettamente informati su questo soggetto? Un tale comportamento sarebbe inevitabilmente il segno di una volontà egocentrica di possedere di più, di conoscere di più su un piano puramente intellettuale. Ora, l’interpretazione mentale esclude il tocco della Gnosi. Ma può anche darsi che, leggendo o udendo, qualcosa sulla Fraternità di Shamballa, voi percepite interiormente “la voce”. In questo caso la Gnosi viene verso di voi, in accordo con la purezza della vostra attenzione e dell’atto spontaneo che ne può risultare. La Fraternità non consumerà invano la benché minima particella d’energia.
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Leggendo un testo sulla gnosi (parola che nel suo senso letterale significa conoscenza) o sentendone parlare, noi associamo generalmente questo concetto a quello di “conoscenza recondita” e designiamo con la parola “gnostico” tutto ciò che è misterioso e di conseguenza nascosto alla natura umana ordinaria.